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Tempietto del Bramante

Il Tempietto di San Pietro in Montorio, noto anche come Tempietto del Bramante, seppur di piccole dimensioni è uno esempio meraviglioso dell’arte rinascimentale a Roma.

Il tempio si trova nel chiostro del convento di San Pietro in Montorio, sul Gianicolo, che nel Rinascimento ospitava una congregazione spagnola e ancora oggi alcuni edifici intorno al tempietto appartengono all’Accademia di Spagna. Fu il re di Spagna, che in virtù di un voto chiese a Bramante di Realizzare il tempietto per celebrare il martirio di San Pietro, che secondo leggende tarde era avvenuto sul Gianicolo e non al Vaticano. Il tempietto si posa su una cripta sottostante che dovrebbe essere il posto in cui era stata posata la croce di Pietro.

Il tempietto di forma circolare si sviluppa intorno ad una cella cilindrica con le mura scavate in nicchie molto profonde e adornate con conchiglie, il tutto è circondato da un colonnato tuscanico su gradini, le colonne sedici sono di granito grigio. L’interno sembra aveva più una funzione commemorativa più che una area liturgica cristiana, all’interno le nicchie ospitano statue dei 4 evangelisti mentre sull’altare si trova una statua di San Pietro, il pavimento invece presenta un motivo policromatico di tessere marmoree, nello stile cosmatesco. Il tempio è sormontata da una cupola che è ricoperta in piombo.

Questo piccolo santuario introduce nell’arte Cristiana una serie di innovazioni uniche: recepisce perfettamente tutti i canoni culturali e filosofici dell’Umanesimo e del Rinascimento, espressi perfettamente nella ricerca quasi maniacale dell’armonia e nelle forme circolari, ripresa piena dell’architettura religiosa romana (Pantheon, Tempio di Vesta nel Foro…). Mentre nel Medioevo costruire edifici religiosi circolari era considerato quasi sacrilego proprio perché venivano visti come pericolosi ritorni al paganesimo, il Rinascimento permise di liberarsi della superstizione ed agli artisti di esprimersi secondo una nuova visione in cui l’uomo poteva essere al centro dell’opera Divina di armonia Universale espressa proprio attraverso le proporzioni e le forme circolari. Idea quella del tempio circolare che prendeva piede anche in altre forme artistiche come per esempio nel dipinto di Raffaello “Lo Sposalizio della Vergine”.

Il Pantheon fu da grande ispirazione per questo nuovo tipo di struttura e negli anni successivi, la basilica di San Pietro, in cui il Bramante prese parte alla progettazione, sicuramente deve molto a questo ritorno all’architettura antica e alle forme circolari iniziati dal Bramante a San Pietro in Montorio.

Dal punto di vista numerico e geometrico il tempietto rimanda ad una precisa simbologia:
– Le colonne sono sedici quanto il numero perfetto per Vitruvio (10+6 numeri perfetti per i pitagorici).
– Il raggio della Cupola è pari alla sua altezza, con un rapporto simile a quello che si trova nel Pantheon tra diametro della cupola e altezza dell’edificio.

Anche l’area interna che come già detto più che uno spazio liturgico ricorda una zona commemorativa, richiama l’idea di un tempio antico, in cui il naos aveva esattamente questa funzione: nell’antichità nel Naos si cercava un rapporto diretto con la divinità e non mediato da sacerdoti e liturgie.