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Piazza Navona

Piazza Navona è una delle piazze più importanti di Roma. Oltre che a essere una piazza dalla forma unica al mondo e ad ospitare tre fontane monumentali oggi è un vero e proprio salotto di Roma. Luogo in cui soprattutto al pomeriggio si concentrano moltissime persone per passeggiare in mezzo alla bellezza del luogo, assistendo agli spettacoli dei molti artisti di strada che qui si esibiscono, fermandosi a bere e mangiare in uno dei locali che costeggiano la piazza e nel periodo Natalizio è sede del famoso mercato dell’Epifania.

La Piazza si trova nel luogo in cui sorgeva anticamente lo Stadio di Domiziano, uno Stadio (non un anfiteatro o una arena) dedicato ai giochi atletici greci amati dall’imperatore Domiziano ma poco apprezzati dal popolo romano che preferiva spettacoli come le corse con le bighe, i ludi gladiatori, gli spettacoli di caccia. La forma particolare della piazza di rettangolo con un lato arrotondato è proprio quella dello stadio degli Agoni atletici e da “agone” dovrebbe provenire il nome Navona e non come molti pensano dal fatto che la piazza abbia forma di Nave o che qui si svolgessero spettacoli di battaglie navali (che venivano effettuati altrove nell’antica Roma).

La storia delle battaglie navali è molto probabilmente una leggenda, seppur è vero che dal XVII secolo la piazza veniva allagata e l’acqua defluiva verso il centro che è concavo fornendo ai cittadini in estate un luogo di ozio, un laghetto o piscina in cui ripararsi dalla calura. Forse è proprio da quei tempi che piazza Navona ha preso il carattere di luogo allegro, di vita e di ozio che conserva ancora adesso.

Nella piazza si trovano tre fontane monumentali: la Fontana dei Quattro Fiumi, al centro, più grande e maestosa ed ai lati la Fontana del Muro e la Fontana del Nettuno.

La Fontana dei Quattro Fiumi rappresenta in modo allegorico il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata, rappresentati con le loro personificazioni intorno ad un obelisco egizio (autentico). I fiumi rappresentano i quattro angoli del mondo ed il trionfo della Chiesa su di essi. Insieme alle statue dei fiumi la fontana è arricchita da elementi decorativi come rocce, vegetali ed animali come il leone, il coccodrillo, il pesce, il serpente di mare, il serpente di terra ed il drago. Questo gusto per l’illusorio, l’esotico ed il sorprendente è tipico del gusto barocco sapientemente interpretato dal Bernini che volle fare in modo che girando intorno alla fontana si scoprissero elementi diversi.

La Fontana del Nettuno era all’inizio più semplice, fu solo a fine 800 che vennero aggiunte le sculture “Le Nereidi con putti e cavalli marini” di Gregorio Zappalà e “Nettuno lotta contro una piovra” di Antonio della Bitta da cui prende il nome di Fontana del Nettuno.

La Fontana del Moro prende il nome dalla statua di un uomo, circondato da tritoni, che tiene per la coda un delfino. Alcuni hanno visto nei tratti di questa statua un uomo di origine africana e da qui venne il nome di Moro. Tuttavia un’altra leggenda vuole che Bernini per il volto della statua si ispirò a Pasquino, statua di età ellenistica e quindi non certo un africano.