Parola che evoca dolci ricordi per qualcuno, un percorso comune da condividere con la persona che si ama. Un legame importante, quello del matrimonio, che si spera duri "per sempre".
Di matrimoni se ne celebrano ogni giorno e ovunque.In molti continuano a credere in questa istituzione sacra. E' anche vero che le statistiche parlano chiaro:il matrimonio non è più così di moda,le crisi matrimoniali che sfociano poi in separazioni e divorzi aumentano.
Perché il matrimonio è un "meccanismo" dinamico e in continua trasformazione.Cambiano le necessità, cambiano le stesse persone nel corso di un rapporto lungo anni e anni. C'è poi chi invece preferisce saltare questo passaggio e avventurarsi nella convivenza. Ma per fortuna ogni coppia ha una storia a sé e l'idea del matrimonio rimane comunque un valore da difendere e portare avanti a testa alta.
Il matrimonio ha con sè un affascinante bagaglio culturale non indifferente. La parola "matrimonio" viene dal latino matri munus, "compito della madre", ovvero anche matrem munere, "proteggere la madre". L'etimologia dimostrerebbe infatti una relazione diretta tra l'alleanza d'amore di un uomo e una donna e il compito della maternità/paternità che nasce da questa istituzione.
In ogni caso, l'utilizzo del termine con riferimento all'unione nuziale si sviluppò con il diritto romano. E’ da quel momento che si diede ufficialmente riconoscimento e corpo al complesso delle situazioni socio-patrimoniali legate al matrimonio. Sembra comunque che le prime forme di matrimonio siano nate almeno 4.500 anni fa allo scopo di creare un ordine sociale e di aumentare il benessere delle persone. Può sembrare strano pensare che un contratto del genere, soprattutto in passato, dovesse basarsi solo sull’amore, un sentimento che non può concretamente mostrarsi o essere toccato a mano.
Sono tante le leggende e le curiosità che si narrano circa il matrimonio, credenze popolari da rispettare rigorosamente per attirare la fortuna verso i protagonisti più importanti della giornata, riti elaborati e particolari che si differenziano da Paese a Paese. Basti pensare che il matrimonio, per alcuni popoli lontani,è vissuto come un momento di passaggio dall'età giovanile a quella adulta, anche se non sempre è così.
E' anche l'occasione ideale per sfoggiare abiti che di solito non si indossano e presenziare a banchetti dalle pietanze prelibate e non di tutti i giorni. Per noi occidentali invece, che siamo abituati ad uno stile di vita più "comodo", non ci soffermiano più di tanto su questa visione quando pensiamo alla cerimonia del matrimonio.
Il matrimonio porta con sé anche una serie di celebri detti e massime. Tanti hanno dedicato al matrimonio riflessioni più o meno positive. Per Verga, "Il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi".
Torniamo dunque ai giorni nostri. Una volta che si decide di compiere il passo del matrimonio, parte una lunga organizzazione di cose da fare entro certi tempi stabiliti. Dalla scelta degli abiti alla prenotazione della chiesa, dalle partecipazioni alle bomboniere. E ancora tanto altro, galateo compreso da rispettare tra le famiglie degli sposi prima, durante e dopo la cerimonia.
C'è poi il matrimonio civile, celebrato da un Ufficiale di Stato Civile, e il matrimonio religioso, il più classico. Celebrare il proprio matrimonio in chiesa significa scegliere un sacramento, impegnarsi a essere strumento e testimone dell'amore di Dio tra gli uomini. Più raro, il cosiddetto "matrimonio misto", cioè il matrimonio contratto da una parte cattolica con una parte non cattolica, sia battezzata che non battezzata. La cerimonia è possibile grazie alla norma pubblicata nel 1970 dal Papa Paolo VI.
Tale celebrazione avviene in una Chiesa con un rito ufficiato da un sacerdote.
Qualunque sia la scelta del rito, questa deve assolutamente esser fatta in totale accordo all'interno della coppia. Al bando familiari e /o amici, nessuno può intromettersi.Il rito cattolico richiede poi una convinzione profonda ed una preparazione adeguata, nel rispetto di se stessi e del futuro comiuge.Per questo, la Chiesa propone ai futuri sposi un accurato insegnamento proponendo corsi pre-matrimoniali presso la propria Chiesa.
Il concetto di matrimonio è sempre più legato a quello di famiglia.I due coniugi formano infatti un nucleo familiare che in seguito potrebbe e dovrebbe allargarsi con l’arrivo dei figli.
Il matrimonio è stato tradizionalmente un prerequisito per creare una famiglia anche se, ai tempi nostri, decidere di avere un figlio fuori dal contratto del matrimonio non è più una scelta scandalosa o controcorrente.La maggior parte delle società non occidentali ha una definizione più ampia di famiglia. Qui si assistono a rete familiari più estese con persone di diverso genere.
Il matrimonio porta con sé diritti e doveri circa la nascita di bambini, i legami di parentela, le relazioni con la società, l’eredità e anche fattori più private. Tra questi l’intimità e la vita sessuale di coppia. Nel mondo ebraico, musulmano e anche in quello cattolico cristiano, il matrimonio è per tradizione un prerequisito per i rapporti sessuali. Si richiede, anche se la realtà è ben diversa, che persone non sposate non debbano avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.Il sesso con una persona sposata diversa dal proprio coniuge poi, il cosiddetto adulterio, in molte società rimane un comportamento da criminalizzare.
Il matrimonio, ricco dunque di significato e tradizioni, andrebbe accettato come materia di studio, visto che tanto grande è la sua storia. Si racconta che in passato, in molte zone del mondo, quando una donna non aveva ancora raggiunto la pubertà, era oggetto dell'autorità del padre. Questo organizzava per lei un matrimonio in cambio di un "offerta di matrimonio", anche ad un uomo molto più grande d'età e del tutto sconosciuto. Il marito diventava così quasi come un guardiano della ragazza che poteva essere tagliata fuori quasi completamente dalla propria famiglia. La donna non poteva prendere parte alle trattative per il matrimonio e le era vietato esprimere i suoi pensieri a riguardo. La donna, si sa, è colei che fisicamente porta avanti il discorso della procreazione all’interno di una coppia. Se questa avesse fallito e non sarebbe stata capace di dare un figlio al suo uomo, poteva addirittura essere restituita al padre. Era inoltre sempre richiesto che soprattutto la donna arrivasse vergine al matrimonio, ma in molte culture le donne erano più strettamente tenute a rispettare questa condizione.
Una vecchia tradizione in Europa richiedeva che ciò fosse provato esponendo le lenzuola del letto matrimoniale dopo la prima notte trascorsa insieme.
Tradizione molto più comune e piacevole è quella dell'uomo che porta in braccio la sposa oltre la soglia della loro casa. Il celebre Plutarco, a riguardo, esponeva tre diverse ipotesi. Nella prima sosteneva che l'atto di prendere in braccio la sposa era una messa in scena simbolica del Ratto delle Sabine. Per la seconda, l’atto poteva simboleggiare la riluttanza della sposa a perdere la sua verginità, che avrebbe fatto solo sotto costrizione. Nell'ultima suggeriva la fedeltà coniugale a vita. Esistono comunque alcuni divieti e restrizioni circa il matrimonio.
Il primo riguarda il matrimonio tra consanguinei.
In quasi tutte le società il matrimonio tra fratelli e sorelle è vietato, con rare eccezioni quali l'Antico Egitto e il popolo degli Inca. Divieto anche per la poligamia ovvero del matrimonio con più persone contemporaneamente. In Italia, già la sola bigamia è un reato.
Ancora, e la questione si ripropone spesso, vi è divieto di celebrare matrimonio tra coppie omosessuali. Recentemente la Spagna ha permesso ai gay di scegliere se contrarre matrimonio o meno col proprio partner. Negli U.S.A. un solo Stato, quello del Massachusetts, riconosce ai gay la possibilità di accedere al vincolo del matrimonio. E nella Repubblica del Sudafrica, dal 1 dicembre 2005 la Corte Costituzionale ha dichiarato discriminatoria e quindi incostituzionale, l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dal matrimonio. Una scelta, si direbbe, di libertà in piena libertà.
A cura di Valeria Scotti