fontana-di-trevi-roma

Fontana di Trevi

Anche senza aver mai visto il film “La Dolce Vita” la scena della bellissima ragazza (Anita Ekberg) che fa il bagno nella Fontana di Trevi sono una delle scene più famose che riguardano la città di Roma nell’iconografia moderna.
La Fontana di Trevi è uno dei luoghi più amati da chi visita Roma: monumento artistico e culturale ma anche luogo romantico che trasporta subito chi la osserva in una atmosfera particolare, fatta dai riflessi sull’acqua, dal rumore di questa, dalla perfezione delle statue.

Si tratta della fontana più grande di Roma e una delle più famose al mondo, la cui storia rimonta al passato Romano. Questa fontana infatti si trova lungo l’antico percorso dell’acquedotto romano dell’Acqua Virgo (Acqua Vergine) e già anticamente si trovava una fontana in cui attingere acqua posta nei pressi di un trivio (un incrocio a tre strade), fatta da tre vasche e tre mascheroni dai quali l’acqua fuoriusciva. Il trivio molto probabilmente ha dato l’origine al nome Trevi. Nel XV secolo Papa Niccolò V fece realizzare a Leon Battista Alberti una nuova vasca rettangolare che sostituisse le antiche tre, aggiunse una parete a cui appoggiarla e restaurò gli antichi mascheroni romani.

È una curiosità interessante notare come l’acquedotto dell’acqua Virgo sia ancora in funzione ed utilizzato a Roma dai tempi di Augusto.

La storia della fontana così come la conosciamo oggi invece risale al periodo Barocco in cui ci furono diversi progetti e cantieri ma fu solo nel 1731 che Nicola Salvi prese in mano i lavori con il progetto che vediamo ancora oggi. Riprendendo un tema proposto molti anni prima da Bernini, cioè raccontare il percorso e la storia dell’Acqua Virgo.

Il tema della Fontana è l’acqua stessa che sgorga da diversi punti. La piscina con le scogliere frastagliate e decorate con elementi vegetali, il Dio Oceano trionfa in mezzo a due colonne su una conchiglia-carro trainata da cavalli alati, condotti da due tritoni richiamano il mare. Al lato si trovano le dee Salubrità ed Abbondanza, nelle nicchie tra le colonne si trovano altre 4 statue allegoriche l’Abbondanza della frutta”, la “Fertilità dei campi”, la “Ricchezza dell’Autunno” e l’”Amenità dei giardini” che simboleggiano le virtù dell’acqua. Un bassorilievo mostra Agrippa, genero di Augusto avviare i lavori dell’acquedotto Virgo e dei soldati rinvenire la sorgente, narrando così la storia del luogo.

Uno dei particolari più curiosi si trova sul lato del parapetto sinistro della Fontana: un vaso che sembra non appartenere alla composizione e che non si trova sull’altro lato. Questo vaso è chiamato “Asso di Coppe” e la leggenda vuole che sia stato posto dall’Architetto per coprire la vista ad un barbiere che dalla sua bottega posta di fronte criticava i lavori.

La Fontana di Trevi è il luogo in cui i visitatori lanciano le monetine di spalle, con la speranza di tornare di nuovo in città un giorno. Le monete arrivano anche a 3000 euro al giorno e vengono raccolte dalla Caritas di Roma.