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Fontana dell’Acqua Paola

La Fontana dell’Acqua Paola (conosciuta anche come “Fontanone del Gianicolo) si trova dove Via Garibaldi raggiunge la sommità del Gianicolo nella parte terminale dell’antico acquedotto dell’Acqua Paola che Papa Paolo V ripristinò nel primo decennio del 1600. La fontana si trova quindi in quella meravigliosa cornice del Gianicolo, prima di Porta San Pancrazio e poco prima della sommità del Colle da cui si osserva forse il Panorama più bello su Roma.

La fontana fa parte dei lavori di ripristino dell’antico acquedotto di Traiano voluto da Paolo V, e tra il 1611 e il 1612 fu realizzata dall’architetto Giovanni Fontana che aveva già realizzato la fontana dell’Acqua Felice (simile a questa ma più piccola) e Flaminio Ponzio e come materiale furono usati marmi recuperati da edifici antichi (come era comune a quei tempi a Roma) provenienti dal Foro di Nerva.  La struttura ha una metà occupata da archi separati da colonne poggianti su piedistalli, due centrali più larghi e alti che sono occupati da finestroni rettangolari che permettono di intravedere parti del giardino. In alto sulle tre nicchie centrali si trova una iscrizione molto grande  al di sotto di uno stemma pontificio sorretto da angeli e inserito dentro decorazioni molto elaborate attorniate da draghi e aquile (che rappresentano la famiglia Borghese cui il pontefice apparteneva)

PAVLVS QVINTVS PONTIFEX MAXIMVS

AQVAM IN AGRO BRACCIANENSIS

SALVBERRIMIS E FONTIBVS COLLECTAM

VETERIBVS AQVAE ALSIETINAE DVCTIBVS RESTITVTIS

NOVISQVE ADDITIS

XXXV AB MILLIARIO DVXIT

L’iscrizione è completata da un’altra, sotto la cornice dell’attico:

ANNO DOMINI MDCXII PONTIFICATVS SVI SEPTIMO

 

L’iscrizione dice come Paolo Quinto dotò la città di acqua salubre dl lago di Bracciano per la città restaurando l’antico acquedotto Aisletino. In realtà il nome dell’acquedotto è sbagliato, in quanto l’acquedotto in questione era quello Traiano. L’acqua proviene da 5 bocche che gettano l’acqua in piccoli  catini prima di riversarla nella conca al di sotto. Ad ogni bocca sono presenti le insegne del Papa, infatti draghi e aquile si alternano.

Questa versione con una conca unica non è quella originale di Giovanni Fontana e Paolo V, che prevedeva cinque vasche. Il risultato che vediamo oggi proviene da un rimaneggiamento e ampliamento voluto da Alessandro VIII e realizzato dall’architetto Carlo Fontana, nipote di Giovanni che aveva realizzato la prima versione. In questa occasione fu aggiunta una seconda iscrizione commemorativa e con un lavoro di terrazzamenti fu creato l’ampio piazzale che oggi vediamo intorno alla fontana, che prima invece era quasi a strapiombo sul bordo del colle.

La fontana appare in diversi film tra cui l’ultimo della saga di 007, Spectre ed è stata immortalata anche in un verso di una canzone (Roma Capoccia) di Antonello Venditti:

“Quanto sei bella Roma quann’è sera, quanno la luna se specchia dentro ar fontanone”.

Il fontanone è proprio la Fontana dell’Acqua Paola.

Il giardino botanico alle spalle della fontana è accessibile tramite una scalinata in via Garibaldi n. 30, da dove si ammira una incredibile vista panoramica della città.