bocca-verità-roma

Bocca della Verità

La Bocca della Verità è uno dei monumenti più misteriosi ed affascinanti di Roma. Questo mascherone rotondo che rappresenta un volto barbuto è al centro di curiose credenze popolari che non si sa come siano sorte. Non si sa nemmeno se il volto sia Giove Ammone, un dio fluviale o un fauno.

In effetti con tutta probabilità la Bocca della Verità ai tempi dell’antica Roma non era che un banale tombino, come un tombino sia finito sul muro della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin non si sa, o meglio si sa come sia dove si trovi oggi (dal 1623) ma non perché fu prelevato e murato nel muro esterno dove si trovava prima ne come nacquero tante leggende.

Come tutti hanno sentito almeno una volta, la Bocca della Verità ha il potere di scoprire le menzogne. I libri Mirabilia Urbis Romae che erano dei libri per i pellegrini che raccontavano le meraviglie di Roma menzionavano di “un simulacro del tempio di Fauno presso la chiesa di Santa Maria in Fontana che ingannò Giuliano”. Il riferimento a Giuliano si trova in un testo tedesco medioevale che racconta tutta la storia, Giuliano non è altri che Flavio Giuliano, l’Imperatore definito “l’Apostata” dai cronisti cristiani perché pagano (accusato di essere restauratore del paganesimo e avverso al cristianesimo che in realtà non perseguitò mai). Secondo queste leggende fu la Bocca della Verità che convinse Giuliano a restaurare il cristianesimo: Giuliano aveva truffato una donna e messo davanti alla prova della Bocca la sua mano restò bloccata. Il diavolo, dicendo a Giuliano di essere il dio Mercurio da dietro la maschera promise a Giuliano di farlo imperatore se fosse tornato al paganesimo. Un’altra leggenda attribuisce al poeta Virgilio Grammatico la creazione dell’idolo magico. Questo Virgilio (non quello dell’Eneide ma un contemporaneo) realmente esistito, era famoso per essere un praticante di magia e pare che creò la Bocca per i mariti e per le mogli che dubitavano del coniuge.

La fama della Bocca si diffuse tramite i viaggiatori che raccontavano di questo oggetto magico che tratteneva le mani di chi mentiva, permettendo di scoprire le bugie delle mogli infedeli.

In realtà secondo alcune leggende vi furono donne che riuscirono a ingannare la bocca, per esempio una donna che doveva essere messa alla prova dalla Bocca avvisò il suo amante il giorno prima e gli chiese di passare dal luogo, fingersi pazzo ed abbracciarla. In questo mondo alla domanda se fosse stata tra le braccia di un altro uomo, la donna poteva rispondere la verità, riferendosi all’uomo folle, in questo modo evitando di pronunciare la menzogna con la mano nella Bocca.

Ancora oggi i visitatori mettono alla prova i poteri magici di questo mascherone che forse era solo un tombino. Nessuno pare abbia avuto la mano tagliata così come nessuno forse scoprirà mai perché un normale tombino romano come molti dell’epoca antica (scolpito in forma di divinità fluviale che inghiottiva le acque) è finita per diventare un manufatto magico ed una macchina della verità ante-litteram.