Arco di Costantino - Roma

Arco di Costantino

L’Arco di Costantino è un monumento di grande importanza per la scultura romana che ha una sola “sfortuna”: trovarsi vicinissimo al Colosseo.

Infatti, visto il carisma che il Colosseo esercita sui visitatori, sia per l’aspettativa di visitare un luogo così famoso, sia per la magnificenza, l’arco vicino spesso non riceve le attenzioni che merita e viene liquidato con qualche sguardo e qualche foto. In realtà merita uno sguardo più attento.

L’arco alto 21 metri e largo 25 ha una datazione incerta: non si sa bene se fu realizzato nel 315 o nel 325 dopo Cristo, in ogni caso fu un dono del Senato all’imperatore Costantino come celebrazione della sua vittoria su Massenzio nel 312. Posto lungo il percorso che seguivano i condottieri in trionfo è, insieme all’Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo uno dei tre archi di trionfo sopravvissuti dell’antica Roma.

I rilievi sull’arco rappresentano gli imperatori migliori della storia Romana con l’intento propagandistico di mostrare Costantino come un restauratore dei fasti e della gloria del passato, soprattutto perché Massenzio era abbastanza benvoluto a Roma mentre Costantino avendo governato in Oriente era poco conosciuto dai Romani. I fregi portano all’occhio un particolare interessante che in parte sfata una leggenda: tutti infatti sanno che Costantino si convertì al Cristianesimo nel 312 proprio in virtù della vittoria su Massenzio che gli fu annunciata dal segno della Croce. In realtà molti studiosi ci tengono a precisare che Costantino promuoveva la tolleranza tra le religioni e cercava di mantenersi equidistante da tutte.

I rilievi dell’arco mostrano scene di sacrifici agli dei, cosa improbabile per un imperatore cristiano.
Nelle raffigurazioni degli imperatori precedenti a Costantino molto spesso sono state usate parti di sculture autenticamente appartenenti alle loro epoche, facendo dell’Arco un collage di scultura , un museo della scultura della Roma Imperiale. Ad esempio si notano i tondi Adrianei certamente appartenenti all’epoca di Adriano, i fregi dedicati a Marco Aurelio ed alla sua campagna contro i Quadi e i Marcomanni provengono forse da un arco di Marco Aurelio per il trionfo in quella stessa campagna. Il Pannello che racconta la gesta di Traiano contro i Daci presenta lo stesso stile della Colonna Traiana, e li rendono attribuibili allo stesso anonimo artista. Il pannello di Costantino racconta la storia centrale dell’Arco: la vittoria di Costantino su Massenzio, raccontata dalla partenza da Milano di Costantino ai primi suoi atti a Roma dopo la vittoria.

Lo stile del pannello di Costantino tende ad abbandonare il realismo che per esempio mostra il fregio dell’epoca traianea ed a concentrarsi su una forma di espressionismo volta a creare particolari attenzione verso Costantino, rappresentato in dimensioni più grandi e con una apparenza quasi divina. La sproporzione di edifici, personaggi e parti del corpo è frequente nei fregi di questo pannello, e viene usata per porre maggiore o minore enfasi su qualcuno o qualcosa. Le figure sono molto più scavate che in rilievi del passato, creando giochi di luci e ombre che aggiungono pathos alla narrazione.

Lontana dai canoni “naturalistici” ed alla maniacale ricerca per la perfezione e proporzione ellenistiche, questa nuova arte tardo-romana anticipa quella medioevale.