Ara_Pacis_Augustae

Ara Pacis

L’Ara Pacis (Altare della Pace Augustea) non è il monumento più bello o più maestoso di Roma, ma è un opera d’arte di gusto prettamente augusteo che sia per il suo valore storico sia per le vicende di cui è stata protagonista, vale la pena di visitare.

Infatti questo altare, voluto nel 13 a.C. dal Senato per celebrare il ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice in Spagna e in Gallia durata tre anni, nel corso dei secoli è stato parzialmente “smontato” e grazie ad una attenta ricerca storica è stato ricostruito.

Il monumento venne consacrato anni dopo, nel 9 a.C ma ebbe vita breve: nel II secolo il terreno si era già innalzato così tanto che solo i fregi sporgevano. A partire dal XVI secolo iniziò la “riscoperta” del monumento e i fregi vennero portati in altri luoghi, come quello “Saturnia Tellus” che finì a Firenze nelle collezioni dei Medici.
All’esterno il monumento costituito da un recinto quadrato che circonda l’altare vero e proprio, presenta fregi con figure vegetali e piccoli animali, ma sono i pannelli del lato principale i veri capolavori.

Il primo pannello è quello del Lupercale, di cui restano pochi frammenti. Qui si vede la scena in cui Romolo e Remo vengono allattati dalla Lupa e Marte (padre dei gemelli) e il pastore Faustolo (padre adottivo) assistono. Il secondo fregio è invece il sacrificio di Enea ai Penati, in cui Enea ed Ascanio, suo figlio, sacrificano in onore degli dei Penati, protettore di Lavinium. Un altro rilievo è quello della personificazione di Roma, di cui restano pochissimi pezzi che permettono solo di identificare la dea Roma in abito da amazzone, seduta e in armi. Il fregio Saturnia Tellus è invece quello meglio conservato, che rappresenta l’Età dell’Oro dei Romani, con figure allegoriche come il drago marino e il cigno che rappresentano la pace di Roma che riecheggia per terra e per mare, al centro si trova una dea, che potrebbe essere Venere (antenata del Popolo Romano) o la Pace stessa.

Un altro fregio è quello della “Processione” che copre i lati più lunghi, nord e sud, del monumento e secondo gli studiosi richiama le Panatenee e Atene e una processione cui partecipa Augusto e la sua famiglia. Vi si notano diversi personaggi: sacerdoti, ufficiali, i littori e tanti personaggi della famiglia di Augusto: Livia, Agrippa, Sesto Augusto, Gaio Cesare (nipote di Augusto), Tiberio, Germanico, Domizia, Gneo Domizio Enobarbo e Lucio Domizio Enobarbo, Druso e altri ancora.

Nel giorno 22 novembre 2009 dalle 21:00 alle 24:00 i fregi dell’Ara Pacis sono stati portati all’antico splendore grazie alla tecnologia: delle luci speciali hanno proiettato i colori sulle figure, così come dovevano essere nell’antichità, visto che per quanto oggi ci immaginiamo i monumenti classici bianchi di marmo, nell’antichità erano quasi tutti dipinti con colori sgargianti.

L’Ara Pacis è oggi contenuta nel Museo dell’Ara Pacis, struttura moderna in vetro, acciaio, travertino e stucco che racchiude il monumento e lo protegge e progettata dall’architetto Richard Meier.